Un’amicizia dell’altro mondo

La dottoressa Elena Ricci responsabile del sostegno a distanza di AVSI ha presentato il progetto del sostegno a distanza. Il sostegno a distanza è una forma di liberalità che consiste nel sostenere economicamente negli studi bambini e giovani delle aree povere del mondo fornendo un contributo economico stabile e continuativo attraverso l’organizzazione promotrice. Questo progetto è nato nel 1993 in Uganda dove le donne malate di AIDS sentivano la necessità di chiedere aiuto ad AVSI per il futuro dei loro figli e in Brasile per sostenere gli asili nelle favelas. In Italia, dove le prime forme di sostegno a distanza iniziarono negli anni ’60 e aumentarono notevolmente negli anni ’80-’90, dal 1993 ad oggi hanno aderito al progetto 2 milioni di persone che hanno donato una somma totale di 360 milioni di euro.
Vi sono due tipi di sostegno a distanza: il rapporto classico, ovvero uno a uno, dove ciascun sostenitore aiuta un solo bambino con cui è in contatto e le donazioni al progetto SAD dove viene a mancare il contatto diretto. Un’altra differenza tra le due modalità consiste nella somma di denaro versata dai sostenitori. La particolarità di questo progetto è che si tratta di un percorso personalizzato che arriva a coinvolgere anche la famiglia e la comunità, ad esempio fornendo la possibilità di accedere al microcredito, con il quale le famiglie possono intraprendere attività più remunerative. Esistono cooperative di donne che mettono insieme i loro risparmi potendo fornire dei prestiti a chi di loro ne necessita. Inoltre il progetto accompagna il sostenitore ad una maggiore comprensione di una realtà a lui sconosciuta. Il sostenitore, oltre alla quota utilizzata per coprire i bisogni primari, come l’istruzione e gli alimenti, può donare contributi extra per bisogni speciali, regali, attività e casi di emergenza.
L’organizzazione e la struttura dei progetti del sostegno a distanza hanno come obiettivo la responsabilizzazione dei beneficiari, cercando di approfondire i rapporti con la famiglia, di farle capire perché è importante che impari a camminare da sola, che il tratto di strada che si compie assieme per trovare le risorse serve ad imparare a migliorare la propria condizione.  Aiutati si, ma al fine di divenire autonomi. Per andare più a fondo in questa esperienza bisognerebbe andare nel luogo d’origine del ragazzo e vedere la sua realtà, capire quanto e come lo si sta aiutando. Questi incontri richiamano all’essenziale, poiché è impossibile rimanere indifferenti a dei bambini, a dei genitori che pur non avendo niente sono pronti ad accoglierti al meglio.
Pubblichiamo la presentazione della relazione della dott.ssa Elena Ricci e il film “Andare a scuola a Bologna e in Sud Sudan” realizzato dal Liceo scientifico “E. Fermi” in collaborazione con AVSI Sud Sudan, frutto dei rapporti instaurati e cresciuti con alcuni studenti africani della St. Augistine Secondary School di Isohe .
Giorgia Magnani, Pietro Barbato, Arianna Cernera, Emma Cattabriga, Giorgia Bettini

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Annunci

22 risposte a "Un’amicizia dell’altro mondo"

  1. È inimmaginabile per noi pensare alle condizioni di vita in cui versano alcune persone dell’Africa, ed è proprio grazie ad organizzazioni come Avsi, coordinate tra di loro grazie ad enti quali Forumsad ed Elsad, che si riesce a garantire una sorta di benessere alle persone meno fortunate di noi.
    Conoscere le condizioni del tenore di vita di questi ragazzi e ragazze mette una grande tristezza, ma fa anche riflettere su come sia diverso il mondo, sia culturalmente che economicamente.
    La cosa che maggiormente mi ha fatto pensare è il diverso peso economico che assume una stessa somma di denaro in funzione del contesto socio-economico. Aver preso coscienza del fatto che una somma di denaro non troppo consistente per noi diventi una fonte di aiuto e sostegno per più ragazzi dell’Africa o del Sud America permette di essere molto ottimisti in ottica di un futuro migliore con una povertà sempre meno diffusa e meno pesante, a patto che ci sia una disponibilità da parte di tutti ad intervenire venendo incontro ai bisogni di ognuno di loro, rinunciando semmai ad alcuni nostri privilegi.
    Senza dubbio è di grande conforto venire a conoscenza, tramite associazioni come Avsi, della estesa rete solidale a sostegno degli abitanti del terzo mondo. Consultando le statistiche Avsi si può rimanere piacevolmente colpiti di come tante persone si impegnino per garantire un futuro più florido a persone che altrimenti si vedrebbero costrette a vivere in situazioni disastrose e dissestate. La sola Avsi riesce addirittura a sostenere circa 7.800.000 ragazzi in oltre 30 paesi grazie al costante impegni di oltre 20.000 donatori tra aziende, fondazioni, scuole e magnanimi sostenitori.
    Nutro un grandissimo rispetto nei confronti di coloro che riescono a fornire tanto sostegno alle persone disagiate del terzo mondo. Spero che il loro aiuto sia davvero funzionale ai bisogni dei ragazzi e spero che un giorno non si senta più parlare della povertà diffusa che imperversa nell’intero continente africano e non solo ormai da tantissimo tempo; questi gesti solidali, anche i più piccoli, sono un passo verso una parità economica che consenta a tutti di vivere nelle giuste condizioni di benessere.

    Alberto Marinacci

    Mi piace

  2. Sull’incontro di stamattina con la rappresentante dell’AVSI, ciò che ha suscitato in me maggior interesse e curiosità è senza dubbio la portata e gli effetti del progetto di sostegno a distanza sul singolo, come anche sulla comunità che circonda il singolo beneficiario. Generalmente io, come penso anche altre persone come me, ero abituato a immaginare l’esperienza del sostegno a distanza come un rapporto abbastanza distaccato che veniva tenuto vivo principalmente dalle donazioni in denaro, invece ho scoperto che dietro alle periodiche donazioni pecuniarie si nasconde un interessante lato umano. Ciò non significa che, all’interno di un progetto di sostegno a distanza, viene sviluppato esclusivamente il rapporto affettivo che comunque lega donatore e beneficiario, bensì si tiene in grande considerazione anche l’aspetto concreto del progetto, puntando ad un soddisfacente successo del beneficiario nella vita non solo scolastica, ma anche familiare. È interessante quindi come i curatori del progetto sul posto si applichino a tutela di entrambi gli aspetti, concreto e umano, per creare un terreno fertile e sano per la crescita del soggetto beneficiario, addirittura si occupino di coinvolgere la comunità intorno al soggetto beneficiario per migliorare le condizioni di vita del soggetto, in primis, e migliorando quelle di tutta la comunità conseguentemente, con un lodabile lavoro da parte degli operatori che esercitano in quei luoghi. Faccio un breve ma significativo riferimento ad alcune iniziative che anche l’AVSI ha attuato in questi contesti, realizzando corsi formativi per gli insegnanti, di cui ha beneficiato tutta la scuola che frequenta il soggetto beneficiario per esempio, o piccoli finanziamenti fatti dai responsabili del progetto di sostegno a distanza a beneficio della singola famiglia, per migliorare la situazione economica della famiglia del beneficiario. In conclusione mi ritengo piacevolmente sorpreso dello sviluppo sinergico dell’aspetto più concreto e di quello più umano e del grande lavoro che c’è dietro la realizzazione di questo progetto.

    Marinacci Luca

    Mi piace

  3. Oggi, 13.06.2017, abbiamo assistito all’ incontro con un operatrice di AVSI riguardante il SAD, o sostegno a distanza, un progetto che consiste nel sostegno a bambini/ragazzi africani attraverso somme di denaro o beni materiali. La cosa che piu’ mi ha colpito e’ la parte umana del progetto e non quella strettamente economica. Sicuramente i soldi inviati dall’italia, sebbene pochi per noi, possono essere di grande aiuto ai ragazzi e alle loro famiglie, ma non quanto l’affetto che delle perone possono dare a questi ragazzi che vivono con niente. Nonostante inizialmente si tratta solo di uno scambio di lettere a distanza di sei mesi, col passare del tempo i contatti possono intensificarsi, creando un vero e proprio amico dall’altra parte del mondo che vive in condizioni talmente diverse dalle nostre che a mala pena riusciamo ad immaginarci. La cosa che pero’ si deve sapere se si intraprende un tale progetto e’ la consapevolezza che il rapporto con il ragazzo africano non puo’ essere interrotto da un momento all’altro, ma anzi deve continuare, creando come un’amicizia difficile, per vari fattori come la distanza, ma importante tanto quanto una normale. Credo sia un’ottima esperienza per migliorare e conoscere una nuova realta’.

    Giacomo Galavotti

    Mi piace

  4. Progetto AVSI 13/06/2017
    Oggi abbiamo parlato del sostegno a distanza e dell’importanza di questo gesto dal punto di vista umano. Penso sia un bellissimo gesto quello di volersi occupare di un’altra persona, della sua educazione e della sua crescita. Mi ha davvero stupito scoprire come la scuola in questi paesi non sia garantita ma che sia un lusso per pochi a causa delle tasse scolastiche e della continua richiesta di denaro per materiali didattici o altro, cosa che le famiglie fanno fatica a permettersi.
    Come ci ha raccontato oggi l operatrice di AVSI, ai sostenitori vengono chiesti 312€ annui, una cifra a mio parere anche relativamente bassa per i bisogni che ci sono infatti questi soldi vengono impegnati per i bisogni più importanti che la famiglia non può garantire come gli studi o l alimentazione.
    È molto importante usare AVSI come mediatore perché purtroppo spesso può capitare che le famiglie cerchino di approfittare della situazione, ed è abbastanza comprensibile data la condizione di povertà e di crisi di certi paesi. Per questo AVSI serve da tramite tra i sostenitori e il sostenuto garantendo la sicurezza più totale e mostrando al sostenitore in che modo sono stati spesi i suoi soldi per garantire massima trasparenza. Non a caso AVSI opera sui fatti infatti garantisce servizi e non da il denaro direttamente alle famiglie ma offre al sostenuto ciò di cui ha bisogno. Lo scopo del sostenitore deve essere , secondo me , non solo quello di donatore ma quello di amico cercando quindi di conoscere il sostenuto tramite scambi di lettere,foto o video e cercare quindi d’instaurare un rapporto questo rapporto non deve essere però limitato infatti non ci deve essere limite di tempo un rapporto costante e duraturo tra due persone. Quando s’instaura un rapporto è più facile che avvengano dei contributi extra per il sostenuto al quale possono essere fatti regali o aiuti secondo discrezione di AVSI per far capire che il sostenitore c’è ed è pronto ad aiutarlo. Il numero di donatori e sostenitori di AVSI cala di anno in anno e questo dato è un po’ allarmante perché è, a parer mio, un dovere civile aiutare chi purtroppo non ha le nostre stesse possibilità di poter imparare e vivere agiatamente allora vorrei chiudere con una domanda chiedendo infatti perché secondo voi le persone si stanno allontanando da questo mondo? Perché non sostengono più? Cos’è cambiato?
    Io personalmente ho avuto un esperienza di classe con la quale abbiamo deciso di sostenere un ragazzo a distanza. All’inizio non ero consapevole di cosa questo percorso rappresentasse per me, per i miei compagni e il nostro nuovo amico africano. Col tempo abbiamo capito che non era un contributo solo monetario ma di affetto e di cultura e perché no anche di curiosità, le nostre vite sono completamente diverse e metterle a confronto scoprire l’uno dell’altro crea un rapporto solido e di fiducia fra delle persone che abitano in continenti diversi. Abbiamo voluto scrivere una lettera con delle foto per raccontare la nostra città e una nostra giornata comune per fargli vedere un po’ come siamo e per farci conoscere e spero tanto che a lui faccia piacere, e che soprattutto voglia condividere con noi anche delle sue storie
    Spero davvero ci risponda presto.

    Edoardo Maroccia

    Mi piace

  5. Progetto AVSI, molto interessante soprattutto dal punto di vista umano. Attraverso tale progetto è possibile rendersi conto dell’importanza che AVSI ricopre con il sostegno a distanza (SAD), penso sia importantissimo tenersi a cuore il bene di quei bambini/ragazzi meno fortunati e provare bene o male a sostenerli e a procurargli, ognuno attraverso le proprie possibilità, quei beni primari fondamentali per una vita migliore.
    E’ inoltre interessante vedere come tale progetto e in generale movimenti simili siano nati grazie all’iniziativa di persone del terzo mondo le quali hanno voluto, per quanto possibile, cercare di rendere la realtà di questi ragazzi, famiglie e comunità migliore. Sono tutte iniziative nate per bontà e altruismo non a caso alla base di tali progetti vi è la liberalità dunque non sono contratti.
    Per un normale sostenitore sembra un atto molto semplice quello di sostenere persone a distanza limitandosi solamente a dare un contributo finanziario al progetto SAD o a sostenere tramite un rapporto diretto i ragazzi. Fermandosi a pensare invece si può capire quale immenso lavoro esso richieda da parte degli operatori di AVSI in loco. Spesso in ragazzi sostenuti si trovano in condizioni di vita critiche sotto svariati punti di vista (scuola,famiglia,malattie,criminalità,povertà) e per tali operatori intervenire in modo efficace è davvero difficile.
    Penso che essere a conoscenza di queste condizioni diffuse in varie popolazioni, soprattutto tra bambini e ragazzi, senza poter dare un vero contributo che possa cambiare seriamente la situazione sia in un certo senso “frustrante”. Resta il fatto però che il SAD sia un atto davvero altruista e importante dal momento che può migliorare notevolmente la vita di vari bambini/ragazzi

    Stefano Baietti

    Mi piace

  6. Con La sig.ra Elena Ricci rappresentante dell’ AVSI abbiamo avuto la fortuna di capire meglio il progetto del Sostegno a Distanza (SAD):un progetto che prevede l ‘impegno di dare un contributo economico stabile garantendo L’educazione di migliaia di bambini poveri e di sostenere l’istruzione e la crescita di molti bambini ospiti di vari centri. I centri possono essere scuole,ostelli,parrocchie/oratorio. il Sostegno a Distanza viene effettuato dalla Fondazione (in questo caso AVSI),che,utilizzando le schede di alcuni dei bambini del centro,contenenti i dati anagrafici,i problemi,le origini e la storia del bambino vengono mandate ai benefattori affinché sappiano a quale bambino viene inviato il loro contributo. I destinatari del progetto sono bambini e ragazzi (e delle volte anche adulti )che vengono seguiti da un assistente sociale del luogo; La quota (312 Euro annui,che poi può aumentare se il benefattore vuole mandare un contributo extra per il sostenuto che ne ha bisogno) è utilizzata per contribuire al mantenimento del progetto, per le tasse ed il materiale scolastico, l’assistenza sanitaria e le attività che impegnano i bambini/ragazzi all’interno del progetto.
    i bambini/ragazzi che non continuano il ciclo di studi vengono espulsi dal progetto subito dopo che il responsabile ha cercato in tutti i modi di far restare e far proseguire gli studi al bimbo. Se il bambino/ragazzo non contribuisce ad andare avanti con gli studi viene mandata una “Lettera di fine sostegno”:lettera in cui si indica il resoconto del sostegno e dei motivi della sua conclusione e i vari ringraziamenti al sostenitore;
    E’ bello pensare che ci sono persone che aiutano bambini/ragazzi ad avere un futuro migliore garantendo loro con poco denaro tanta felicità.
    Nouran Houimdi

    Mi piace

  7. Dell’argomento affrontato oggi mi ha particolarmente interessato il rapporto che si forma tra il beneficiario e il sostenitore. Il sostegno a distanza esiste dagli anni ‘60 in Italia e con gli anni è diventato sempre più efficiente. È un rapporto di rispetto e aiuto reciproco e provoca cambiamenti radicali da parti di entrambi: il sostenitore adesso anche attraverso le nuove tecnologie o viaggi può conoscere per davvero il mondo che è completamente diverso dal suo; il beneficiario invece comprende l’importanza dell’educazione e della scuola.
    È interessante inoltre come questo progetto oltre al dare probabilmente un futuro migliore al bambino assicura anche l’aiuto alla sua famiglia educandola e inserendola nel mondo del lavoro.

    Mi piace

  8. Parte importante del progetto presentato oggi 13/06/17 è il rapporto che si crea e che si deve creare tra il sostenitore e il beneficiario che fanno parte del progetto del sostegno a distanza. Infatti ruolo importante dell’AVSI è quello di creare attraverso regali e doni ai bambini e ai ragazzi, forniti ad essi tramite le donazioni dei rispettivi sostenitori, un legame che si rivela utile e che va a beneficio di entrambi: il sostenitore impara a conoscere una realtà molto diversa dalla sua, anche attraverso viaggi che può fare per andare ad incontrare la persona o le persone che sta aiutando, aumentando così questo legame, ed entrare in contatto con quello che è l’ambiente in cui vivono. Mentre il beneficiario ha l’occasione di andare a scuola e di migliorare le proprie condizioni di vita. Per fare ciò l’associazione attua una profonda trasparenza nei confronti dell’intera operazione, in quanto vengono consegnati ai sostenitori comunicazioni in cui vengono informati dell’utilizzo dei soldi che hanno donato e dei progressi che il loro beneficiario sta facendo e questo fa in modo che il sostenitore si fidi e che sia migliore il rapporto tra i due.
    Secondo me è importante il progetto di sostegno a distanza perché permette ai sostenitori di conoscere una realtà molto lontana dalla nostra e di conoscerla di persona, senza la mediazione di giornali, televisione, o social network, che prendono in considerazione solo alcuni aspetti o ne modificano alcuni, oltre al fatto che tutto ciò permette di aiutare persone che hanno molte capacità, ma che per mancanza di risorse non possono metterle in atto.

    Mi piace

  9. AVSI fin dal 2013 ha realizzato con il Liceo scientifico Enrico Fermi di Bologna dei sostegni a distanza di ragazzi africani. Esso viene inteso come un rapporto 1:1 oppure si può configurare come sostegno ad una comunità ed è un’ erogazione liberare. E’ un contributo economico stabile e continuativo rivolto ad un solo beneficiario. Con il tempo s’instaura cosi’ un rapporto di reciprocità tra il sostenitore e il sostenuto. Con 2 milioni di persone che contribuiscono con AVSI, tramite il progetto SAD in circa 30 paesi, è estremamente importante possedere una chiara regolamentazione e una maggiore trasparenza. Nel 2014 con la legge n.125 le ONG come AVSI sono diventate soggetti di cooperazione internazionale e quindi le donazioni ricevute sono deducibili dalla dichiarazione dei redditi. La passione e la determinazione degli operatori nei vari paesi fanno si che le famiglie, ma in particolare bambini, ragazzi e donne, crescano e si sviluppino con l’idea della condivisione e della fiducia nel prossimo. Fondamentale è chiarire che i bambini e le famiglie non sono assistiti dei donatori, ma vanno responsabilizzati e devono essere motivati ad attuare un cambiamento più o meno profondo nel loro modo di vivere, partendo dall’andare a scuola. Altro punto da trattare è la fidelizzazione del donatore, che con la crescita del sostenuto e il passare del tempo si affeziona al ragazzo e instaura un rapporto di profonda amicizia e di rispetto.
    CHIARA GRAZIA

    Mi piace

    1. Michele Andreazza
      Commento SAD 13-06-2017
      AVSI ha dal 2013 instaurato un legame con il Liceo Scientifico Fermi di Bologna finalizzato al sostegno a distanza di ragazzi che vivono in condizioni svantaggiate, vivendo in realtà notevolmente difficili dei paesi in via di sviluppo come il Sud Sudan, l’Uganda,il Brasile, il Libano e il Congo. Il sostegno può essere inteso come un rapporto uno a uno ma anche ad una comunità. La bellezza di questo progetto sta nell’instaurazione di un rapporto tra il donatore e sostenuto che iniziano a intraprendere un percorso di solidarietà. Molto belli sono i contatti dove traspare la dolcezza e l’essere vero dei sostenuti che si impegnano, visto la possibilità, a studiare e cercare di migliorare la propria condizione. Da notare come tutti questi ragazzi nonostante le situazioni in cui versano sono sempre felici e sorridenti a differenza dei ragazzi occidentali che essendo più benestanti non si accontentano mai di niente e ciò rappresenta qualcosa su cui riflettere.

      Mi piace

  10. Il secondo incontro è stato interessante perché riguardava il SAD, ossia il sostegno a distanza e ci ha permesso di capire come funziona la vita nei paesi poveri e quanto la realtà sia veramente dura. La Sig.ra Elena Ricci ci ha descritto come in paesi ad esempio Uganda e Sud Sudan il reddito mensile di una famiglia ‘’fortunata’’ con un membro che lavora sia all’incirca di venti dollari e spesso la paga è giornaliera ed e’ di un dollaro, ciò mi ha colpito in senso negativo perché la maggior parte delle famiglie africane sono numerose con un minimo di sei componenti. Questa volta mi sono veramente chiesta come facciano a vivere a mantenersi,ad esempio la tassa scolastica per un bambino può essere di settanta dollari, conoscere questi dati mi ha reso davvero consapevole di quanto sia fortunata a vivere in un paese europeo nel quale ho diritto alle cose più importanti ossia l’istruzione e la sanità. Attraverso questo progetto ancora una volta si è dimostrato come la mentalità europea sia davvero importante e deve essere diffusa il più possibile in questi paesi, infatti quando un bambino viene sostenuto a distanza entra in un percorso educativo in tutti gli ambiti ,si cerca di cambiare la mentalità . Molte volte percepisco l’istruzione superficialmente come una cosa scontata, ma non penso mai alla vita che un’analfabeta nei paesi poveri vive, la possibilità di essere truffato o essere condannato a un lavoro duro giornaliero di 12/15 ore. Il progetto SAD non è un lavoro immediato ma è un impegno reciproco tra sostenitore, bambino,famiglia e assistente sociale che lo segue, ancora una volta spunta la questione della cooperazione, della condivisione e nell’avere fiducia nel prossimo. Sapere che gli uomini, i “capifamiglia” non collaborano mi crea rabbia in quanto il processo che potrebbe cambiare il destino a molte famiglie e bambini a causa di essi sarà ulteriormente prolungato.
    Selma Chhaiba

    Mi piace

  11. Commento 13/06/2017

    AVSI si occupa del Sostegno A Distanza (SAD), nell’ incontro di oggi abbiamo parlato del fatto che AVSI cerca il rapporto uno a uno: colui che decide di sostenere un bambino a distanza ottiene per prima cosa una scheda riguardante il bambino da aiutare e il luogo nel quale vive, successivamente ogni sei mesi ha notizie del bambino, ad esempio come sta, se riesce ad andare a scuola, se ha bisogno di qualche contributo extra (materiale didattico, vestiti, casi di emergenza, bisogni speciali), inoltre al sostenitore viene fatto sapere come sono spesi i soldi del suo contributo. In questo modo AVSI punta sull’instaurarsi di un legame affettivo tra sostenitore e beneficiario che va oltre il semplice mandare soldi ad un associazione, in modo che il sostenitore si renda conto delle condizioni in cui vivono, purtroppo, delle persone e che possa aiutarne altre. Quello di AVSI è quindi un percorso personalizzato che arriva a coinvolgere anche la famiglia e la comunità del bambino e che indirettamente aiuta più persone. Infine al traguardo di ogni sostegno a distanza viene proposto al sostenitore di aiutare un’altra persona, in modo che il numero di persone che riescono ad avere un’ istruzione e un futuro migliore sia sempre maggiore.

    Riccardo Accorsi

    Mi piace

  12. Il progetto SAD, promosso dall’ associazione AVSI, può rilevarsi un’occasione non solo per aiutare i bambini in difficoltà, ma anche per la nostra crescita personale. Sostenere un bambino a distanza, oltre al punto di vista economico, fa sì che lui possa vivere quelle esperienze fondamentali, come la scuola, che noi diamo per scontato, ma che per loro non lo sono, e che fanno parte del percorso di vita di una persona. Inoltre, preoccuparsi di qualcosa che potrebbe non riguardarti direttamente, ti porta a conoscere una realtà diversa dalla tua e una diversa percezione del mondo.
    Gianluca Tagliente

    Mi piace

    1. Ciao Selma quello che scrivi è vero, anche se non dobbiamo dimenticare che l’importante non è importare i valori europei nei paesi in via di sviluppo, da aiutare le persone a diventare protagonisti della loro vita, valorizzando la loro cultura ma sopratutto facendo capire il valore di ogni persona

      Mi piace

  13. L’argomento trattato nella giornata del 13/06/17, riguardante il sostegno a distanza, é un tema di fondamentale importanza, che nel corso degli ultimi anni ha acceso sempre più discussioni.
    Nell’ultimo decennio, infatti, sono nate numerose organizzazioni sociali che si preoccupano del benessere di chi vive in condizioni di disagio economico e sociale; la fondazione AVSI è una di queste e lavora, in più di 30 Paesi del mondo, per uno sviluppo sostenibile e capace di rispondere ai bisogni reali delle persone, ispirandosi alla Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica.
    La domanda che qualcuno potrebbe porsi è: per quale motivo si dovrebbe aderire a queste organizzazioni? In che modo queste donazioni possono giovare a me?
    La risposta è semplice, perché in questo modo si dà la possibilità ad un bambino di migliorare la propria vita, altrimenti destinata alla sofferenza. Ma non solo, perché questo sostegno contribuisce anche alla crescita della comunità in cui il bambino vive, infatti, parte dei contributi possono essere utilizzati per la realizzazione di scuole, biblioteche…
    Inoltre la mancanza di istruzione è una delle principali cause del sottosviluppo, per questo motivo queste donazioni sono fondamentali affinché, attraverso l’educazione, si possa procedere al progresso dello sviluppo dei Paesi emergenti.
    Si potrebbe continuare ad ignorare la povertà e la sofferenza combattuta da milioni di persone al mondo, ma secondo la mia opinione è quasi un dovere il nostro, di intervenire ed aiutare chi è meno fortunato di noi. Solidarietà non è una parola che va a presa alla leggera, ma é anzi fondamentale per la contribuzione alla diminuzione dell’ ineguaglianza tra le diverse aree del mondo.
    Chiara Fiacco

    Mi piace

  14. Nel secondo incontro del laboratorio “Aiutarli a restare- aiutarli a ritornare” del progetto di alternanza scuola-lavoro “Cooperazione allo sviluppo per una cittadinanza attiva mondiale” ,la signora Elena Ricci è intervenuta nella presentazione sulla Fondazione AVSI.
    AVSI è una organizzazione nata nel 1972 che raccoglie sotto il suo nome diverse piccole associazioni onlus, e lavora per uno sviluppo sostenibile e capace di rispondere ai bisogni reali delle persone. Oggi è attiva in 38 paesi dove lavora in attività di cooperazione allo sviluppo con particolare attenzione all’educazione, per migliorare presente e futuro di 4 milioni di persone.
    Oggi i giovani di Kenya, Mozambico, Uganda e Sud Sudan necessitano di enorme sostegno per poter accedere all’istruzione e in seguito di poter imparare un lavoro ed ‘’equipaggiarsi’’ di mezzi appropriati per costruire un migliore futuro nella loro terra,ma per tutto ciò necessitano di una rete di sostenitori. Ognuno di noi può esserlo! Con poche centinaia di euro all’anno possiamo garantire ad un ragazzo un anno di studio e un accompagnamento educativo,che può garantire una migliore condizione ,mettendo a disposizione, inoltre attività e servizi a favore non solo dei bambini,ma anche delle loro famiglie e della comunità.
    Per una migliore gestione e un controllo delle donazioni, quest’ultime vengono raccolte dall’associazione con cui si attiva la propria adozione a distanza, per poi essere trasferite ai propri destinatari,tutto ciò al fine di garantire la destinazione dei fondi anche in Paesi dove i sistemi bancari e postali non sono sempre affidabili.
    Per poter toccare con mano il risultato del proprio aiuto è possibile in tante situazioni andare a trovare il bambino di persona, ma se non è possibile viaggiare, si può fare affidamento sulle lettere inviate e ricevute, che hanno in genere informazioni riguardo il piccolo e le attività svolte.
    E’ unico ed emozionante poter contribuire al sostegno di un ragazzo che purtroppo non possiede le possibilità che hanno oggi in tanti e che danno per scontato.

    Sanda Gheorghiu

    Mi piace

  15. La fondazione AVSI lavora per un progetto di sostegno a distanza. Questo consiste in un contributo economico a un beneficiario (in generale un bambino, ma anche un ragazzo più grande) di origine africana. Mi colpisce particolarmente il fatto di scoprire le condizioni di vita di questi adolescenti africani che, purtroppo, non sono fortunati come noi. Per loro ricevere una somma di denaro (seppure non elevata per i nostri standard) significa molto: significa andare a scuola e pagarsi un eventuale proseguimento degli studi come la scuola superiore o addirittura l’università, significa procurarsi il cibo necessario alla sopravvivenza o le medicine in caso di malattia.
    Un altro aspetto che colpisce è l’atteggiamento dei ragazzi africani nei confronti della scuola: considerano ricevere un’educazione un privilegio e nella maggior parte dei casi (avendo le possibilità) si impegnano con tutti i loro mezzi pur di raggiungere il loro obiettivo. Noi non diremmo mai che andare a scuola costituisce un privilegio e questo fa capire ancora una volta le differenze sociali e economiche che separano il nostro mondo dal loro.
    In generale sostengo che l’AVSI e tutti i sostenitori di questo progetto abbiano fatto e stiano facendo tutt’ora un ottimo lavoro per cercare di garantire un futuro a dei ragazzi che vivono in condizioni davvero difficili e ritengo che questo sia un piccolo, ma comunque importante, passo avanti per porre fine a questa situazione di eccessiva ricchezza e eccessiva povertà, anche se siamo ancora molto lontani da questo raggiungimento.
    Leonardo Stagni

    Mi piace

  16. Il tema della giornata di oggi , 13/06/17 , è stato il SAD ( sostegno a distanza ) , il quale consiste nel fornire un contributo economico continuativo e stabile per un beneficiario ben determinato , del quale viene fornita una foto e informazioni riguardo esso e la situazione del posto in cui vive . L’incontro ha avuto come protagonista Elena Ricci , la quale fa parte dell’AVSI , che dal 1993 si occupa di SAD verso i paesi sottosviluppati. Sono state spiegate le modalità del SAD con incluse opzioni secondarie ( donazioni extra ) e ed esempi particolari. La giornata di oggi è stata generalmente molto interessante , ma ciò che ha colto maggiormente la mia attenzione è stato riguardo le difficili e completamente differenti situazioni in quali molte persone vivono : adulti , bambini e persino ragazzi della mia età. Noi viviamo in una “realtà comoda” in cui non dobbiamo andare in cerca di cibo , viviamo in case calde e confortevoli di cui tetti sono resistenti e , cosa più importante , possiamo permetterci tutti un istruzione base , la quale è fondamentale per vivere ed essere liberi di prendere le nostre decisioni. Una delle cose che mi ha più sorpreso è anche il fatto che molte persone hanno deciso di sostenere questo progetto , in un mondo nel quale non esiste nessun’altro se non se stessi e l’egoismo è all’ordine del giorno. Purtroppo però il numero di sostenitori è in calo e , a mio parere , per poter risolvere una volta per tutte la situazione di questi paesi e la povertà in generale , si ha bisogno di un cambiamento radicale , anche se potrebbe risultare impossibile , in quanto coloro che sono in alto nella scala sociale tendono sempre a mantenere una disparità di reddito , la quale può essere mantenuta solo lasciando in povertà una parte della popolazione mondiale.

    Giulio Sabatini.

    Mi piace

  17. IL SAD ( sostegno a distanza ) svolto da AVSI è iniziato nel 1993 per sopportare i paesi che hanno bisogno di un sostegno economico. Il progetto si basa uno ad uno, tra il sostenitore e il bambino. Il sostenitore riceve da parte del bambino informazioni sul suo percorso, come foto e lettere, infatti di solito i bambini compilano una scheda iniziale per far conoscere al sostenitore sé stesso e il proprio paese da dove viene. Con questo scambio di informazioni nasce un rapporto di reciproco interesse e fiducia.
    l’ associazione AVSI è molto importante nata come risposta al bisogno in Brasile di costruire asili per i bambini di strada, e in Uganda per sostenere bambini che avevano mamme malate di HIV. La famiglia che sostiene o le aziende oltre a fornire la quota necessaria possono donare dei contributi extra che AVSI utilizzerà solo nei casi di emergenza. Spesso donano dei regali materiali ma i più accolti benevolmente sono i materiali didattici fondamentali per l’istruzione dei bambini. Ogni bambino è seguito da un’assistente sociale. AVSI ha insegnato loro a collaborare insieme risparmiando tutti insieme per poi prestarlo alle donne più bisognose. Nella mia esperienza personale vedo davvero tante persone che si impegnano con amore per poter dare a questi bambini un futuro migliore ed è proprio questo sforzo per amore che cambierà la loro situazione. Anche la mia famiglia ha adottato dei bambini a distanza nel Madagascar con l’associazione “amici del Madagascar “. Inizialmente abbiamo sostenuto un ragazzo poi è cresciuto e ci ha ringraziato con tanto affetto ma che ora non aveva bisogno di un sostegno economico così abbiano sostenuto una ragazza. Io ero piccola ma mi ricordo di aver chiesto ai miei genitori di andarli a trovare e di poterli conoscerli. La risposta é stata negativa perché il costo del viaggio era troppo grande e che sarebbe stato meglio spendere quei soldi nel donarli a loro piuttosto che per il nostro viaggio. Adesso capisco il valore di queste azioni che va oltre ai beni materiali donati e favorisce a un maggior sviluppo della società.
    Virginia Menetti

    Mi piace

    1. Sperimentare personalmente il valore del sostegno a distanza aiuta a capire di più anche la propria vita e a gustare e valorizzare le mille occasione che abbiamo e che diamo per scontate o che addirittura a volte ci infastidiscono. Per questo il sad è un entry point nelle vite dei nostri amici lontani, ma anche un entry point nelle nostre vite che spalanca a una visione più realista del quotidiano

      Mi piace

  18. La rappresentante dell’AVSI quest’oggi ci ha mostrato e spiegato come funzionano i sostegni a distanza, chiarendoci dubbi al riguardo. Si tratta di un contributo economico costante ad un singolo, che può rappresentare per quest’ultimo una svolta per il suo futuro.
    In riferimento all’incontro che si è tenuto sono diversi gli aspetti emersi che mi hanno colpito. Innanzitutto io, così come tanti altri, pensavo che in una relazione del genere contasse soltanto l’aspetto finanziario, ma non è così. Nelle relazioni di sostegno a distanza è fondamentale anche l’aspetto sociale e umano con la quale il fondatore si lega al beneficiario. Infatti non si tratta di un processo immediato, ma alla base di tutto ciò è fondamentale creare un legame affettivo nel corso degli anni, nulla togliendo al progetto in sé.
    Inoltre gli effetti che comporta il sostegno a distanza sono di notevole portata. A trarre benefici è sicuramente il beneficiario: in questo modo il ragazzo può godere degli studi che non potrebbe permettersi e magari continuare la sua formazione per poi intraprendere una importante carriera lavorativa che gli possa garantire un futuro migliore; ma i benefici sono evidenti anche dal punto di vista familiare grazie a contributi economici volti al miglioramento delle condizioni dell’ambiente familiare. E’ anche la comunità che circonda il singolo che può trarre effetti positivi attraverso un significativo lavoro da parte degli operatori che esercitano in quei luoghi. Il tutto ad esempio avviene realizzando corsi formativi per gli insegnanti, di cui ha beneficiato tutta la scuola che frequenta il soggetto beneficiario.
    MARCO MAGNI

    Mi piace

  19. L’associazione AVSI porta avanti il progetto SAD, il quale consiste in un adozione a distanza. In questa giornata, ho capito in cosa consiste questo progetto e quali sono le tappe del percorso da seguire, quando si prende la decisione di adottare un bambino a distanza. Leggendo alcune storie ho capito l’importanza che ,anche un aiuto a distanza,può avere. Bisogna ricordarsi che ciò che noi diamo per scontato, per altre persone non lo è affatto,come il frequentare una scuola o avere sempre cibo e acqua a disposizione,e sta in questo,quindi, un altro fattore molto importante di questo progetto: ricordare che, anche se ognuno affronta i suoi problemi e i momenti di crisi, c’è sempre qualcuno che si trova in situazioni ben peggiori e ha bisogno di aiuto. In generale, si legge di varie associazioni(la stessa AVSI) che si impegnano in progetti di questo genere, tuttavia non so quanto siano affidabili e non so se l’aiuto economico che si dà veramente aiuti il bambino in difficoltà. Premesso, quindi, che l’aiuto dato a distanza sia un aiuto concreto, penso che il progetto SAD sia estremamente importante e ognuno, in base alle proprie possibilità, dovrebbe aiutare questi bambini.
    Matteo Cavicchi

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...