No lost generation

Durante l’incontro del 15 giugno 2017 si è affrontato il tema sulla situazione dei campi profughi in Libano illustrato da Chafica rappresentante di AVSI Libano dove lavorano 150 dipendenti in 7 sedi diverse (Kobayat,Tripoli, Junieh ,Hazmieh ,Saida ,Nabatieh e Marjeyoun).
Questo paese  è composto da  circa 4.5 milioni di abitanti di cui 2 milioni sono rifugiati siriani,palestinesi e iracheni .Il Libano dal 1975 al 1990 è stato colpito da una guerra distruttiva concentrata su vari fronti: a sud c’era il conflitto con Israele e ad est con Siria ,Inoltre al suo interno era scoppiata una guerra civile tra i cristiani e i musulmani .Dopo una serie di accordi politici tra i grandi leader si giunse alla conclusione dei vari conflitti,che causarono una forte crisi economica che dura tutt’ora .Nel 2006 un altro conflitto nel sud del paese tra Israele e il partito musulmano sciita “hezbollah” determino le distruzione delle infrastrutture e quindi un intervento di emergenza di AVSI che dal 1996 in Libano aveva operato per progetti solo di sviluppo soprattutto in ambito agricolo e educativo .Nel 2012 con l’inizio del conflitto siriano gli interventi di emergenza aumentarono ulteriormente e furono finanziati da l’UE e l’Unicef:

  1. Educazione
  2. Progetto di formazione professionale di agricoltura
  3. Sostegno a distanza

Il progetto di educazione coinvolge 12.000 bambini non solo siriano ma anche libanesi e iracheni ed è composto da tre attività:corsi di recupero per bambini in difficoltà(6-14 anni),corsi di introduzione al contesto scolastico(3-5 anni ),e corsi di alfabetizzazione per ragazzi che non hanno avuto l’opportunità di frequentare la scuola(dai 7-14 anni) .
Il lavoro di AVSI  ha come obiettivo facilitare l’ inserimento dei bambini rifugiati all’interno del contesto  scolastico libanese il quale, a confronto di quello siriano, è di un livello migliore.
Il progetto Madad si propone le stesse finalità e in più di contribuire alla ristrutturazione delle scuole pubbliche. E’ realizzato in collaborazione con il ministero dell’educazione libanese. Individua quei bambini che necessitano di aiuto perché vivono in una realtà povera che impedisce loro di poter ottenere una normale istruzione; spesso infatti i giovani vengono obbligati dai genitori a lavorare per provvedere ai bisogni della famiglia. Tale progetto propone ai bambini attività ricreative, corsi di lingue (francese,inglese) e ristrutturazione degli edifici scolastici.
Il progetto Avocado ( Agricolture Vocational Education for Adolescent in Lebanon) instrada i ragazzi dai 15 ai 24 anni verso il mondo del lavoro offrendo un’alternativa ad una vita altrimenti destinata allo sfruttamento. In particolar modo Avocado cerca di indirizzare questi ragazzi sul settore agricolo occupandosi di coltivazioni , produzioni di cibo e allevamenti.
L’attività del SAD infine opera in Libano dal 1998 per migliorare le condizioni sociali,economiche,culturali e sanitarie dei bambini. Il SAD sostiene un totale di circa 1285 bambini distribuiti soprattutto nella regione di Marjeyoun.
Sul territorio esistono anche progetti indirizzati ai genitori come il Cash for Work e progetti di formazione per le mamme come informatica,estetica e cucina. Ai padri di famiglia vengono offerte possibilità di lavoro pagato, come ad esempio il lavoro di bonifica forestale.
Come ultimo tema abbiamo trattato della condizione delle donne in particolar modo dei matrimoni precoci tra bambine e uomini di età avanzata. Le “spose bambine” sono innanzitutto ragazze alle quali sono negati diritti umani fondamentali: sono più soggette, rispetto alle spose maggiorenni, a violenze, abusi e sfruttamento. Sposarsi in età precoce comporta diverse conseguenze negative per la salute e lo sviluppo. Al matrimonio precoce segue quasi inevitabilmente l’abbandono scolastico e una gravidanza altrettanto precoce.
Di conseguenza AVSI basa le proprie strategie per prevenire matrimoni precoci sulla sensibilizzazione delle comunità sui diritti delle bambine e delle ragazze, attraverso campagne nazionali ed una fitta attività di dialogo a livello locale; una soluzione efficace è quella di indirizzare le bambine alla scuola.

Stefano Baietti, Chiara Fiacco, Selma Chhaiba e Nouran Houimdi

 

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20 risposte a "No lost generation"

  1. Durante l ‘incontro di questa mattina si è parlato della situazione in Libano. Si è parlato della situazione dei profughi e dei progetti svolti da AVSI. Attualmente i profughi costituiscono quasi la metà della popolazione totale: questo è un grande problema da gestire e penso che, finché i bombardamenti continueranno, l’ unica azione da fare sia l’accoglienza da parte degli altri stati e non cacciarli con polizia e altri mezzi, fomentando solo odio. Riguardo tutti progetti di AVSI e alle persone che svolgono questi, penso che siano ammirevoli. Un modo per migliorare questa situazione, potrebbe essere l’informazione: infatti, i media nascondono queste cose e ci si trova con gran parte della popolazione mondiale che non conosce ciò che sta accadendo, e piuttosto che protestare contro i governi che permettono tutto questo o intervenire direttamente dando un aiuto concreto, si inveisce contro le persone che cercano di scappare da queste circostanze disastrose.
    Matteo Cavicchi

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  2. È stato l’incontro che ho gradito di più per il momento perché ci è stato spiegato come era e come è la situazione del Libano e come AVSI si impegna a intervenire oggi al fine di creare condizioni favorevoli per domani attraverso l’educazione delle future generazioni. È inoltre doveroso notare come negli anni AVSI da un programma di sviluppo è stato costretto a passare a un programma di emergenza, in questo modo però anche investendo nel futuro e nelle formazioni delle parti della popolazioni più deboli ovvero donne e bambini.
    Alle donne viene offerta una formazione professionale attraverso quattro tipi di attività che permettono loro di affrontare meglio la realtà e trovare lavoro più facilmente. E ovviamente alle ragazze e bambine più piccole viene offerta la formazione scolastica. Ritengo questa una cosa molto importante perché in questo modo le madri appunto apprendono al meglio la realtà e le bambine sono preservate dalle violenze come il matrimonio precoce, cosa completamente estranea al nostro mondo.
    Ho trovato importante inoltre come questo progetto riesca a conciliare l’aiuto sia ai rifugiati siriani sia alle famiglie libanesi bisognose d’aiuto, essendo circondate da infrastrutture in rovina e vivendo senza elettricità .

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  3. Il Libano ospita un popolo dilaniato da guerre sanguinose che si susseguono dal 1975. La posizione geografica non sembra avvantaggiarlo: stretto in una morsa di popoli belligeranti che hanno creato molti problemi al popolo libanese: a Nord confina infatti con la Siria e a Sud con Israele.
    Per fortuna dal 1996 Avsi si occupa della situazione dissestata dei Libanesi e si preoccupa di educare e integrare anche i popoli stranieri (Siriani e Israeliani) che migrano in Libano a causa delle guerre in attesa di ottenere il visto necessario per potersi trasferire in stati più sviluppati e tranquilli.
    La cosa che più mi è piaciuta dell’impegni di Avsi nel Libano è l’entusiasmo con cui lo staff accompagna le proprie iniziative di sostegno. Sia dalle foto che dall’incontro con gli esperti si nota moltissimo la passione con cui si dedicano all’aiuto verso i ragazzi libanesi, siriani e iracheni. Anche alcuni Libanesi sono infatti vulnerabili, poiché alla loro situazione già di per se difficile, si aggiunge il problema delle migrazioni di Iracheni e Siriani.
    Trovo davvero utili le iniziative che Avsi propone in Libano. Aiuta i rifugiati ad entrare nel mondo del lavoro preparandoli con dei corsi professionali, inoltre inizia i ragazzi all’ambiente educativo garantendogli un’istruzione molto buona. Prima dell’incontro di oggi non avrei mai creduto che nei campi per i rifugiati si svolgessero tutte queste attività formative, ma sono rimasto piacevolmente sorpreso dall’averlo scoperto.
    Mi ha fatto molto dispiacere conoscere le difficoltà che devono affrontare le ragazze siriane, bersagli di violenze inaudite a cui non possono sottrarsi o ribellarsi se non con l’aiuto di Avsi e altre associazioni come loro che permettono loro di sfuggire a queste atrocità, grazie alla sensibilizzazione delle madri di queste ragazze, con i progetti di sensibilizzazione sulla situazione femminile Avsi conta di far capire alle madri l’importanza di liberare le proprie figlie dalla condizione in cui sono costrette a vivere, senza però ottenere sempre un successo; inoltre l’istruzione garantita da Avsi riuscirà mano a mano a far aprire la mente delle donne siriane. Sapere che affianco a queste ragazze sono presenti staff che operano in loro aiuto mette ottimismo in tutti noi, ottimismo in ottica di un futuro con sempre meno violenze.
    Grazie al lavoro di Avsi i rifugiati scappano da realtà difficili con la reale speranza di raggiungere un futuro migliore per entrare nel mondo del lavoro e lasciarsi alle spalle le situazioni dissestate del loro paese di origine. Questo rende, secondo me, il loro lavoro fondamentale.

    Alberto Marinacci

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  4. Oggi , 15/06/17 , abbiamo avuto come ospite Chafica e Samuel Montanari , membri dell’AVSI , i quali ci hanno parlato del lavoro che AVSI sta svolgendo nel Libano. Il Libano è un piccolo paese che confina con Siria ed Israele e affaccia sul mar Mediterraneo , è stato colpito da strazianti guerre , di carattere religioso e contro altri paesi . Inoltre metà della sua popolazione è composta da rifugiati provenienti dalla Siria , paese nel quale la situazione è anche peggiore. Oramai , a causa delle sue infrastrutture precarie e servizi inefficienti , il Libano non riesce a resistere a questa situazione , ma d’altra parte è una situazione inevitabile , in quanto per mandare indietro i migranti Siriani bisognerebbe prima ritrasformare la Siria da campo di battaglia a paese. Non essendoci controlli su chi entra , potrebbero anche entrare dei terroristi nel paese. AVSI , che ha offerto supporto di vario tipo al Libano dal 1996 , ha due sedi , una sulla costa nord e l’altra nel sud est a confine con Israele, la quale è una zona molto delicata del paese. Il primo e più grande progetto è stato quello educativo , il quale ha aiutato molti bambini di situazioni scolastiche precarie , dato che la scuola pubblica Libanese presenta una situazione critica. Secondo me l’educazione è fondamentale ed è un dovere di tutti , per questo ritengo che AVSI stia facendo un lavoro meraviglioso e ammirevole. Inoltre hanno promosso anche molti alti progetti come MADAD e AVOCADO , inoltre anche un progetto per tutelare le donne , le quali molto spesso , già da molto giovani vengono obbligate a sposare degli uomini molto più grandi di loro e vengono trattate in maniera precaria. E’ sorprendente come oggi giorno ci siano ancora società così arretrate ma comunque ritengo che il lavoro che AVSI sta svolgendo è qualcosa di necessario e utile, che permette anche alle società molto più indietro della nostra di evolversi.

    Giulio Sabatini

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  5. Oggi 15/06/2017 abbiamo parlato degli interventi di AVSI in Libano e Siria. A seguito di una guerra, svoltasi tra il 1975 e il 1990, il Libano è entrato in una crisi economica i cui effetti sussistono ancora oggi, idem per la Siria che è bombardata dal 2012. AVSI coi suoi interventi per i bambini, quali corsi di recupero scolastici per, progetti di educazione base, corsi di lingua base (francese e inglese) aiuta 12000 bambini, e le rispettive famiglie con corsi su agricoltura e allevamento. Il problema più grande però sono i luoghi in cui vivono le famiglie dei rifugiati, anche per anni, (tendopoli) e soprattutto che in Libano può entrare chiunque senza alcun tipo di controllo, tra cui si possono nascondere anche dei terroristi. Mi hanno colpito soprattutto i matrimoni delle bambine tra i 12 e 15 anni con uomini poligami dalle quali vogliono solo dei figli.

    Riccardo Accorsi

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  6. Nella giornata di oggi è venuta a scuola una rappresentante dell’AVSI Libano. Ci sono stati presentati svariati progetti in ambito di sviluppo: agricoltura, educazione,sostegno psicosociale, protezione dell’infanzia. AVSI sostiene numerose famiglie siriane fuggite in Libano a causa della guerra. Dal 1975-1990, infatti, c’è stata una guerra distruttiva su più fronti: Israele, Siria (conflitto politico) e guerre interne per ragioni religiose, con l’aggiunta poi nel 2006 di un conflitto rapido dove Israele ha bombardato il Libano. Per questo motivo AVSI offre attività che spaziano dal recupero scolastico, alla formazione per il personale docente delle scuole dell’area, all’assistenza psico-sociale per le famiglie dei minori più toccati dai traumi della guerra. La cosa che mi ha più colpito è l’attenzione posta ai bambini e alle donne, giustamente, poiché sono la parte più fragile della popolazione. Il progetto educativo di AVSI è quello più grande di quelli attuali, si stanno infatti aiutando 12000 bambini iracheni e libanesi, non solo rifugiati ma anche quelli della normale popolazione tramite
    • Corsi di recupero (pomeridiani) per bambini dai 6 ai 14 anni
    • Fornendo la scuola materna (ECE) per apprendere le basi più elementari, dai 3 ai 5 anni
    • Corso di alfabetizzazione per ragazzi dai 7 ai 14 che non riescono a frequentare la scuola
    Per le donne inoltre sono presenti progetti per tutelarle contro gli abusi e i matrimoni precoci, problema che incombe da anni e che porta a una distruzione fisica e psicologica dell’individuo.
    Emma Cattabriga

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  7. Gli argomenti dell’incontro di oggi, tenutosi il 15/06/17, che ho trovato più interessanti sono: la spiegazione degli aiuti che vengono forniti agli abitanti del Libano, sia a quelli autoctoni, sia ai profughi e come si cerca di impedire i matrimoni delle bambine e di migliorare la condizione delle donne.
    Sul primo trovo che sia importante ed essenziale aiutare le popolazioni che hanno subito danni, sia fisici, sia psicologici, come possono essere quelli causati dalla guerra, e fornirgli i mezzi di cui hanno bisogno, come soldi o istruzione. Fondamentale è, inoltre, il fatto che oltre ad aiutare i profughi siriani, contemporaneamente aiutino anche la popolazione del posto, così da poter evitare conflitti che da tanto tempo devastano il Libano, infatti dei 4,5 milioni di persone che abitano in Libano, 2 milioni sono profughi siriani.
    Sul secondo penso che sia importante aiutare le femmine a non subire violenze di tutti i generi, che in questo caso riguardano soprattutto il matrimonio precoce, da cui queste bambine possono essere salvate mandandole a scuola fino ad una certa età e facendo progetti di sensibilizzazione soprattutto alle madri, sperando che queste si convincano di non lasciar sposare le proprie bambine con uomini, perché questo processo è fortemente radicato all’interno della cultura soprattutto siriana, in cui è presente anche la poligamia e meno in quella libanese. Alle madri viene data la possibilità di frequentare corsi professionali (informatica, makeup, cucina e lingua).

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  8. Sulla lezione di stamattina ho trovato molto interessante il ruolo di AVSI nel Libano. Il primo giorno avevamo parlato della differenza che sussiste tra organizzazione di sviluppo e organizzazione di emergenza. Oggi, invece, abbiamo visto che questa differenza, con AVSI, cade. AVSI, fin da quando si stanziò il Libano per la prima volta nel 2006, era arrivata come organizzazione di sviluppo, ma a fronte dei recenti avvenimenti del 2012 ha dovuto repentinamente trasformarsi in un’organizzazione anche emergenziale. Sono rimasto molto colpito dalla grande adattabilità dell’AVSI per fronteggiare situazioni critiche, addirittura di emergenza; e ciò che ancora di più mi ha lasciato positivamente colpito è stato come l’AVSI, nonostante la situazione critica emergenziale, ha deciso di non abbandonare i progetti di sviluppo a vantaggio di quelli più emergenziali, ma di svilupparli simultaneamente. Nei campi profughi vengono infatti realizzati diversi progetti tesi all’inserimento dei siriani scampati alla guerra nella società libanese. Ciò che un po’ mi ha lasciato perplesso è stato come sia difficile comunque l’integrazione dei siriani in Libano perché assoggettati a culture diametralmente opposte, soprattutto per il ruolo della donna nella società.

    Marinacci Luca

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  9. Oggi abbiamo parlato di diversi progetti ideati dall’AVSI per il libano dal 1996. Questi progetti riguardano l-agricoltura, l-educazione, il sostegno psicosociale e la protezione dell’infanzia, ma non sol, i nostri progetti si occupano di accogliere i profughi e garantire loro buone condizioni di vita, di dare lavoro ai capofamiglia, di proteggere donne e bambini e di garantire l-educazione ai più piccoli. Ci sono diverse sedi AVSI in libano che permettono a tutti di usufruire dei vari progetti. Non sono solo i libanesi possono godere di questi vantaggi, ma anche tutti gli immigrati dalla Siria e dall’Israele, che raggiungono il numero di 2 milioni di persone, ovvero quasi la metà della popolazione. Questi progetti offrono molte occasioni a tutti i cittadini e credo che sia un’ottima opportunità. Mi ha colpito molto anche tutto ciò che riguarda la loro vita e in particolare la questione dei matrimoni precoci perché nonostante in Libano ci siano ancora persone che credono che sia giusto combinare questi matrimoni per me non è così.

    Giorgia Bettini

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  10. Oggi, 15.06.2017, abbiamo assistito a una conferenza tenuta da Chafica Abdou Kahale, coordinatrice del progetto SAD per AVSI Libano, e Samuel Montanari che lavora per AVSI Italia a Cesena. Il tema della giornata è stato l’operato di AVSI in Libano. Per me è stato molto interessante conoscere la situazione storico/politica del Libano, paese asiatico confinante con Siria e Israele, tormentato da decenni da guerre politiche, interne e religiose, di cui non ero a conoscenza. Pur essendo un paese devasto da guerre, è meta di fuga di circa due milioni di migranti siriani, che fuggono dalla guerra. Qui AVSI si occupa di sostenere la popolazione più debole, in particolare bambini e ragazzi, sia siriani che libanesi, attraverso progetti si studio, ripetizioni, alfabetizzazione e inserimento nel mondo nel lavoro. Credo che ciò sia una cosa molto nobile, intervenire direttamente nei paesi interessate per svolgere attività di sviluppo e protezioni nelle piccole e grandi comunità, partendo dai giovani che sono coloro che porteranno avanti il paese. Partendo dai giovani AVSI cerca infatti di creare un nuovo inizio per il paese dopo i grandi problemi che ha avuto in passato e ancora ha e intervenendo sulle donne, che molto spesso, così in Siria, come in Libano sono vittime di violenza e soprusi da parte degli uomini. Credo infatti che soltanto partendo dalle piccole comunità e da gruppi di bambini,giovani e donne e alla loro istruzione si possa ripartire e instaurare cosi nel paese un progetto di rinnovamento culturale, politico,etico ed economico per giungere a una pace interna, fondamentale per la stabilità del paese a alla vita delle persone.

    Giacomo Galavotti

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  11. Dal 1975 fino al 1990 il Libano ha conosciuto un lungo periodo di guerre. In particolare la guerra con Israele ha messo in ginocchio il paese che, comunque, non era certo aiutato dalle continue guerre civili tra parte musulmana e parte cristiana della popolazione. Gli effetti negativi della guerra sull’economia del paese sono presenti tutt’oggi e per questo, dal 1996 la Avsi, ha organizzato vari progetti per la ripresa, soprattutto a livello sociale, del Libano. Tra questi troviamo vari progetti basati sull’educazione dei bambini libanesi che non possono permettersi di andare a scuola. Per loro vengono organizzati corsi di recupero, ma l’organizzazione ha anche istituito una scuola materna per i bambini i cui genitori non hanno le possibilità economiche per mandare i loro figli all’asilo. Tutta questo provoca una profonda tristezza, soprattutto se si pensa a quanto la nostra situazione sia cosi diversa e fortunata rispetto alla loro. Si tratta di mondi completamente diversi e la Avsi compie veramente un grande lavoro, meritando tutto il rispetto possibile, cercando di aiutare un paese cosi povero e ancora pieno di pregiudizi. In Libano, infatti, è ancora presente il matrimonio precoce; questa è una tradizione orribile in cui molto spesso una bambina (12 anni circa) è costretta a sposare un uomo molto più anziano di lei e costretta di conseguenza a avere figli quando il suo corpo non è, ovviamente, ancora predisposto per questo. È veramente pazzesco pensare come al giorno d’oggi esistano ancora situazioni come questa e spero che la Avsi, magari aiutata da altre organizzazioni, riesca un giorno a porre fine a queste tradizioni e dare un futuro migliore a queste povere ragazze costrette a una tale violenza.
    Leonardo Stagni

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  12. Il giorno 15/06/2017 si è tenuto un incontro con Chafica, membro dell’AVSI operante in Libano.
    In questa occasione ci è stata mostrata la situazione in Libano. Si tratta di un paese affacciato sul Mediterraneo orientale, vittima di ripetuti conflitti e guerre che l’hanno rovinato. In particolare è stata la guerra con Israele tra 1975 e 1990 ad aver distrutto il Libano e le sue strutture. La situazione è peggiorata ulteriormente con il bombardamento da parte di israele.
    L’interesse dell’AVSI in Italia è nato con progetti di sviluppo e ripresa attraverso 150 persone divise in 7 uffici, ma dal 2012, con la guerra interna in Siria l’AVSI si è trasformata in una organizzazione di emergenza. Tra i progetti più importanti vi sono quelli volti all’aiuto di oltre 12.000 bambini. Ciò grazie a 3 programmi comprendenti corsi di recupero dopo la scuola, la materna per i più piccoli e l’istruzione per i ragazzi che per qualsiasi motivo non sono iscritti alla scuola. A questi programmi si aggiunge anche quello volto alla preparazione ai ragazzi oltre i 15 anni di età alla vita lavorativa insegnando loro un mestiere (come l’agricoltura). Sono questi progetti che mi colpiscono più di ogni altra cosa: attraverso questi ultimi i ragazzi libanesi possono ricevere una educazione e istruzione adeguate, ma anche i requisiti necessari ad intraprendere attività lavorative in seguito alla loro formazione.

    MARCO MAGNI

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  13. Shafia, assistente sociale operante in Libano per AVSI, è venuta a parlarci della realtà del suo paese. Non sapendo quasi nulla del Libano è stato molto interessante poter parlare con una persona coinvolta così direttamente sapendo di ottenere informazioni veritiere. Shafia ci ha illustrato tutti i progetti di AVSI in Libano che aiutano oltre che i bambini anche molti genitori. Inoltre aiutano sia i siriani che i libanesi che hanno bisogno di aiuti diversi. Ci sono progetti dall’insegnamento di una professione per gli adolescenti alla sensibilizzazione dei genitori sull’importanza dell’educazione e anche la possibilità di trovare un impiego. Shafia ci ha spiegato che nella zona dove lei lavora ci siano solo 6 assistenti sociali e uno psicologo che si occupano dei 1285 bambini che sono sostenuti a distanza da qui in Italia. E’ incredibile la forza di queste persone che devono vivere ogni giorno aiutando e vedendo situazioni tragiche in una realta’ di guerra. Infatti i progetti che prima erano di sviluppo ora sono principalmente di emergenza. Una cosa che fa veramente riflettere è la questione dei matrimoni precoci per cui AVSI ha istituito un progetto per aiutare le bambine che a 12 anni sono costrette a sposare uomini molto piu’ grandi di loro per avere figli appena ne hanno la possibilita’. Il progetto comprendeva anche la sensibilizzazione dei genitori ma la cosa scioccante è il fatto che molti genitori ritenevano questa pratica normale e quasi necessaria in quanto le bambine sono delle bocche in piu’ da sfamare di cui liberarsi. Per me il fatto che delle mie coetanee se non ragazze piu’ piccole debbano vivere queste cose e’ terribile e spero che la situazione possa cambiare.
    Arianna Cernera

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  14. Oggi, un’assistente sociale libanese è intervenuta sul campo profughi del Libano e sui progetti svolti dalle AVSI. Nonostante le disastrose guerre che ha subito il Libano, come la guerra con Israele e quella civile tra musulmani e cristiani che lasciò disastri materiali ma anche difficoltà a livello psicologico, oggi è la nazione che ospita, in proporzione al numero di abitanti più rifugiati al mondo. Dopo lo scoppio della guerra civile in Siria, una nuova ondata umana è arrivata in Libano, intensificando le problematiche del proprio Stato, poiché i cambiamenti sia religiosi sia demografici per questa società è un tema sensibile dopo le varie guerre civili. Questa grande massa di profughi siriani rappresenta una delle più gravi questioni da gestire ,inoltre è essenziale garantire un’istruzione anche ai più piccoli. Infatti, un tema molto delicato è la questione dei bambini, poiché a causa della guerra perdono anni di scuola, fondamentali per la loro formazione. Inoltre, alle scuole libanesi vengono insegnate le materie principalmente in francese e inglese, e questo rappresenta un problema per i profughi siriani poiché la maggior parte parla soltanto l’arabo. Tra le varie usanze di questi popoli, colpisce molto il destino di alcune bambine, le quali vengono date in sposa da piccoline dai genitori, causando sicuramente un sconvolgimento fisico e mentale. Questa questione grava sulle vite delle fragili ragazzine che subiscono ogni tipo di violenza, senza avere un minimo di diritto. Tutto questo è irragionevole, poiché a nessun bambino si deve strappare via l’infanzia e le opportunità.

    Sanda Gheorghiu

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  15. Oggi 15/06/2017 è venuta una ragazza libanese a raccontarci le operazione e i progetti che crea AVSI nel suo paese per aiutare i bambini e le loro famiglie. In Libano, a causa delle varie guerre(nate anche dalla presenza di molte etnie in Libano) e degli effetti negativi che hanno portato, quest’ associazione ha dato vita a molti progetti sia per aiutare i ragazzi a ricevere un’ adeguata istruzione, sia quelli piu’ grande per prepararli ad entrare nel mondo del lavoro; questi ultimi sono stati divisi dall’AVIS in diversi settori :l’agricoltura,l’educazione,il sostegno psicologico e la protezione infantile. Inoltre quest’associazione garantisce sostegno ai profughi e li aiuta sempre attraverso l’istruzione dei bambini, la protezione delle donne e l’aiuto nel trovare lavoro. Una grande differenza con il nostro paese è che noi accogliamo i profughi, ma con diffidenza e attraverso mille controlli, loro fanno entrare chiunque con pochi controlli; secondo me è giusto farli entrare, però è sempre meglio fare i controlli per non rischiare attentati e cose varie.
    L’AVSI ha dato inizio anche a molti progetti per i genitori dei bambini in particolare per le madri per aiutarle a trovare lavoro. Una particolarità che mi ha lasciato a bocca aperta è il fatto che nonostante l associazione provi a convincere i genitori a mandare a scuola i propri figli, alcuni pensano che sia inutile e che servirebbe di più mandarli da subito a lavorare, questo mi fa pensare a come sia diverso il nostro modo di pensare dal loro. Per noi lo studio è la base di tutto o come per noi è impensabile che delle bambine anzi che andare a studiare si debbano sposare con degli uomini vecchi, per poter fare dei figli quando sono in salute. Spero che questi progetti convincano queste persone che studiare è importante e che non si possono trattare le bambine come macchine per fare dei figli. Tutti questi progetti all’inizio nati come progetti di sviluppo, ora sono più che altro progetti d’ emergenza che comunque tendono a raggiungere uno sviluppo e io spero vivamente che ci riescano.
    MAGNANI GIORGIA

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  16. Il Libano è uno stato molto piccolo ma con una complessa situazione religiosa che negli anni ha portato a una guerra civile. Questa ha causato disastri sia in termini di infrastrutture e città distrutte ma anche di tipo psicologico. Nel 2006 Israele,scontrandosi con il partito libanese dei mussulmani sciiti, bombardó il Libano lasciando molte vittime e molti bambini orfani. Grazie a trattati di tipo politico con stati come la Siria, alle frontiere libanesi ai profughi non viene fatto nessun tipo di controllo, facilitando l’ingresso di terroristi. Dal 2012 (anno di inizio della guerra in Siria ) AVSI ha cambiato le tipologie di progetti avviate: da attività per lo sviluppo delle popolazioni a quelle per l’emergenza,portate avanti con i fondi dell’Unione Europea. Il progetto più grande che viene presentato è educativo e agricolo dove viene fornita un’istruzione professionale. Circa 12000 ragazzi Siriani, Libanesi e Iracheni fanno parte dei progetti focalizzati principalmente sull’ educazione. I genitori di questi bambini sono invitati a prendere parte a attività di “cash for work” dove, invece di stare ore nelle tende senza svolgere nessun impiego,hanno l’opportunità di svolgere qualche lavoro ed essere pagati. Una nota particolarmente dolente è la piaga dei matrimoni precoci , molto frequenti in Siria, dove bambine dai 12 anni in su vengono date in spose a uomini molto più vecchi. AVSI in passato offriva corsi su come combattere la violenza sulle donne e come attuare la difesa dai matrimoni precoci, ma sono stati interrotti causa mancanza di fondi.
    CHIARA GRAZIA

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  17. L’incontro di oggi con Chafica, per quanto mi riguarda, è stato quello più bello e più importante di tutta la settimana perchè sentire raccontare certe situazioni e certi fatti da una persona che li ha vissuti in prima persona è certamente più efficace e rende maggiormente la gravita della situazione in Libano. La parte che mi ha colpito del più del discorso fatto da Chafica è stata quella nella quale ha descritto il rapporto tra cittadini libanesi e profughi (di prevalenza siriana), la popolazione libanese ammonta a poco più di 4 milioni di abitanti e i profughi sono circa 2 milioni, praticamente un terzo. In italia la popolazione ammonta a 60 milioni e quella dei migrati presenti nel nostro Paese è di 5 milioni ; cio significa che abbiamo solo da imparare dal sistema, dall’organizzazione e dalla modalità di accoglienza del Libano.
    In Italia sono presenti numerose persone che si lamentano di tutti i profughi che arriva. Non vogliono extracomunitari nelle classi dei propri figli. In Libano invece i libanesi scelgono di mandare i propri a corsi extrascolastici organizzati appositamente con i giovani profughi per favorirne l’integrazione. E’ paradossale che apparentemente loro siano meno “spaventati” di noi dalla presenza dei migrati quando essi costituiscono una percentuale molto più elevata della popolazione del Libano che della popolazione dell’Italia.
    Nonostante che, in termini demografici, i migranti presenti nel Libano sono molto diversi da quelli presenti in Italia, essendoci molti più bambini e donne, si potrebbe provare comunque ad implementare in Italia alcune delle iniziative libanesi aventi come scopo la preparazione delle donne all’inserimento del lavoro. Infatti se alcuni dei migranti in italia imparassero ad occuparsi delle faccende, come la cucina, potrebbero trovare lavoro nelle famiglie italiane, molta delle quali necessitano di un assistenza per la persone anziane.

    Pietro Barbato

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  18. Ho trovato l’incontro con Chafica il più interessante del progetto. Nessuno come chi ha vissuto determinate situazioni in prima persona può raccontarci meglio non solo gli eventi, ma, soprattutto, le sensazioni. È stato particolarmente curioso capire anche il sistema educativo, a partire dall’infanzia, fino a come ci si affaccia sul mondo del lavoro, ed è inevitabile che questo venga influenzato dai problemi di sovrappopolamento in Libano dovuti alla questione delle migrazioni. Inoltre, mi hanno colpito le condizioni di vivibilità e sovraffollamento nelle tende. Tutto ciò è superabile solo con il termine delle oppressioni nei confronti degli altri popoli.
    Gianluca Tagliente

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  19. COMMENTO ’’NO LOST GENERATION’’
    Affascinante è stato l’incontro con un’ operatrice AVSI che ha trattato la situazione in cui versa il Libano, infatti questo stato per via della sua politica e della posizione geografica è terra di enorme immigrazione dalla Siria, Palestina e Iraq. Notevole è l’intervento attuato dall’AVSI che è riuscita a migliorare la situazione di individui lasciati a se stessi. Credo che questo progetto apra una possibilità di vista anche per il nostro paese nonostante il Libano sia una terra molto differente dalla nostra. Un grande problema che affligge maggiormente la popolazione soprattutto siriana è il matrimonio precoce che toglie la libertà a delle povere ragazzine indifese. In passato AVSI faceva corsi per spiegare alle bambine come tutelarsi dagli abusi. Michele Andreazza

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  20. Oggi è venuta a parlarci una ragazza libanese appartenente all’associazione AVSI – Libano. AVSI si occupa di vari settori come quello dell’agricoltura, della coltivazione, l’educazione e offrono un supporto alle famiglie. Il Libano è un paese piccolo che accoglie molti immigrati dalla Siria e dall’Iraq, perciò è un paese multietnico. Questo può causare dei problemi nella comunità per la presenza di culture diverse. Inoltre ci sono pochissimi controlli alla frontiera settentrionale dei profughi siriani che arrivano. Secondo me è necessario eseguire un controllo per tutelare i cittadini e per migliorare le condizioni perché il Libano è troppo piccolo per poter accogliere così tante persone. Il progetto più grande è quello educativo, infatti ci sono tre diversi corsi, ma quello più importante è quello per i bambini dai 6 ai 14 anni , per aiutarli ad entrare a scuola. I genitori ritengono la scuola inutile e una perdita di tempo e preferiscono che i loro figli vadano a lavorare, questo aspetto porta un’ignoranza nel paese molto grave e se un popolo è ignorante non riesce a progredire nel verso giusto. Per questo l’associazione influisce molto sull’educazione in una famiglia. Un altro progetto è MADAD che si impegna nel ristrutturare le scuole pubbliche e organizzano attività ricreative per i bambini dai 6 ai 12 anni. Le donne giovani sono tutelate dai matrimoni precoci verso i 12 anni si tende a far sposare la figlia con un uomo molto più grande di lei. Io penso che questa sia una cosa molto grave, capisco che è una cultura lontana dalla mia ma non riesco a percepire come un genitore con tutto l’amore che prova per un figlio voglia darla in sposa così giovane e contro la sua volontà, rendendola infelice.
    Menetti Virginia

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